Quando chiedere aiuto

La Terapia Breve Strategica è indicata in molte situazioni come:

  • Quando emerge un malessere ed un disagio nei contesti importanti in cui siamo inseriti (coppia, famiglia, lavoro, amicizie).
  • Quando emerge un disturbo che blocca il normale e sereno fluire della vita quotidiana.
  • Quando si vive un momento di disagio personale e non si è in grado di identificare uno specifico problema.
  • Quando seguendo una terapia farmacologica emerge la sfiducia nella sua efficacia.
  • Quando emergono disfunzioni ed impedimenti nella sfera della vita sessuale.
  • Quando ci sentiamo impotenti come genitori nell'aiutare i figli nelle loro fasi evolutive (ingresso a scuola, adolescenza, dipendenza da sostanze, disordini alimentari).

Per informazioni contatta Dott.ssa Emanuela Giannotti - 0583 490051

 

 

Casi di intervento


Caso 1

Una giovane moglie e madre di 2 figli piccoli si rivolge a me per la sua totale insoddisfazione nei confronti di se stessa. Lavora saltuariamente, mangia di continuo, soprattutto fuori dai pasti, comportamento che le ha provocato un sovrappeso di 20 chili. Per lei tutto nella vita le è “capitato”. Nel corso dei 10 incontri che ci concediamo per vedere se riusciamo a cambiare qualcosa nei problemi che le persone che si rivolgono a noi ci portano, la donna fa una scoperta per lei fondamentale. Non aveva mai pensato che si potesse/dovesse fare un progetto nella nostra vita e si potesse poi realizzare dandoci degli obiettivi. Questo le permette di prendere finalmente in mano la sua vita: si iscrive ad un corso serale per conseguire il diploma di scuola superiore e seguendo i principi dettati dalla “dieta paradossale” comincia a perdere i chili in eccesso.

Dopo 6 mesi dal nostro primo incontro si sente più forte, determinata e, finalmente, più leggera.


Caso 2

Un giovane e promettente calciatore della serie B aveva iniziato una dieta per perdere qualche chilo in eccesso ma, come spesso succede, non riusciva più a fermare il dimagrimento. Aveva ridotto la quantità e la varietà dei cibi a tal punto che stava rischiando non solo di non scendere più in campo nelle partite di campionato ma anche di dover sospendere gli allenamenti tanto era ridotto pelle e ossa. Capiva di dover mangiare di più ma non ci riusciva.

Dopo 3 sedute era riuscito a reintrodurre tutti gli alimenti che aveva gradatamente eliminato e dopo 8 sedute a ritrovare il piacere di mangiare nel modo e nelle quantità adeguate ad uno sportivo professionista.


Caso 3

Una giovane donna che lavora con i bambini molto piccoli in un nido ha un problema che le impedisce di vivere a pieno la sua vita professionale e privata: la paura del vomito, suo e degli altri, animali compresi.

Nel giro di 5 sedute ha superato il suo problema riuscendo a stare tranquilla di fronte ai bambini con il vomito ed a pulire la macchina dove il suo cane aveva vomitato.


Caso 4

Si presenta da me un giovane padre di 2 bambini piccoli che dichiara di essere non sull’orlo di una crisi di nervi ma ormai caduto nel baratro. E’ molto demoralizzato perché al lavoro non riconoscono i suoi meriti e premiano solo i suoi colleghi, litiga con la moglie per un nonnulla, ha scatti d’ira sia con i suoi genitori che con i suoceri che cercano di aiutarlo sia economicamente (ma lui vive ciò come un’offesa) che materialmente occupandosi dei bambini (con i quali lui perde le staffe ogniqualvolta non obbediscono). E’ disperato: non vorrebbe comportarsi così ma non riesce a controllarsi.

Nel corso delle usuali 10 sedute impara a gestire le emozioni di rabbia ed a comunicare in modo strategico sia nel lavoro che in famiglia ottenendo un duraturo miglioramento al quale lui stesso assegna il punteggio di 9.

 


Caso 5

La mamma di un ragazzo di 24 anni si presenta disperata riguardo allo stato di prostrazione in cui di trova il figlio: sta chiuso in casa tutto il giorno, esce solo quando qualche amico lo invita, rifiuta sia lo studio che il lavoro, non ha né interessi né progetti. Con i genitori è in continuo conflitto poiché ad essi attribuisce la colpa di ogni suo fallimento. Più lo incitano e spronano a fare più lui si chiude in se stesso e sprofonda nell'apatia e nell'inazione: L'intervento terapeutico ha interrotto lo stile fallimentare di comunicazione familiare. I genitori sono stati guidati a: 1) fare domande mirate e strategiche senza prediche né rimproveri; 2) ridurre la minimo pressioni, consigli e suggerimenti; 3) rinforzare positivamente ogni minimo successo.

Nella nuova atmosfera che così si è creata è stato più agevole coinvolgere anche il figlio in terapia; gradualmente ha riconosciuto la sua parte di responsabilità nella creazione e nel mantenimento dei suoi circoli viziosi. Ha iniziato a definire una scala di obiettivi, da uno minimo ad uno massimo, ha messo alla prova le sue capacità acquisendo così quel minimo di autostima che gli ha permesso di proseguire verso traguardi maggiori.

 

 

Contatti

Dottoressa Emanuela Giannotti
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